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RETINOPATIA DIABETICA

I

Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) dovuta ad un’alterata quantità o un’alterata funzione dell’insulina. L’insulina e’ un ormone, prodotto dal pancreas, una protenina speciale, una sorta di chiave che permette al glucosio di aprire la porta ed entrare all’interno delle cellule del nostro organismo per produrre quell’energia di cui abbiamo bisogno. Quando questo meccanismo viene alterato il glucosio si accumula nel sangue. Nel diabete di tipo I ( insorge in genere nell’infanzia o nell’adolescenza) il pancreas non produce insulina a causa della distruzione delle cellule ß che producono questo ormone: è quindi necessario che essa venga iniettata ogni giorno e per tutta la vita. Nel diabete di tipo II (dopo i 40 anni) il pancreas è capace di produrre insulina ma le cellule dell’organismo non riescono ad utilizzarla. L’insulina quindi anche se presente nell’organismo, non riesce a far entrare il glucosio dentro le cellule,glucosio che rimanendo nel circolo sanguigno determina l’aumento della glicemia. Altre forme di diabete: secondario ad altri disordini (endocrinopatie, agenti chimici, farmaci, infezioni, sindromi genetiche) ed il diabete gestazionale ossia quel diabete che compare per la prima volta durante la gravidanza.

L’iperglicemia (lo zucchero circolante in eccesso nel sangue) causa un’alterazione della parete dei vasi sanguigni in tutto il corpo, con una particolare predilezione per i vasi capillari, vale a dire i vasi più piccoli del nostro sistema arterioso. I vasi capillari sono importanti, in quanto portano il sangue ai tessuti scambiando con essi ossigeno e nutrimenti. Il diabete rappresenta dunque una malattia multiorgano e le sue complicanze riguardano diversi organi e tessuti tra cui gli occhi, i reni, il cuore, i vasi sanguigni ed i nervi perferici. Tra tutti, sicuramente gli occhi ed i reni risultano essere gli organi più precocemente interessati dal diabete.

Le complicanze del diabete possono interessare tutto l’occhio : la cornea,la parte più esterna ( pensiamo alle gravi ulcere corneali), il cristallino (favorendo l’insorgenza di cataratta e rendendo nelle forme severe più delicato l’intervento chirurgico), il nervo ottico( scatenando forme di glaucoma secondario) ma, la complicanza più frequente del diabete a livello oculare è la retinopatia diabetica che, ad oggi, rappresenta nel mondo la principale causa di cecità in età lavorativa.

Nella retinopatia diabetica il danno interessa i capillari retinici determinando delle zone di indebolimento e delle zone di ispessimento. Quando i vasi capillari hanno la parete indebolita possono dilatarsi localmente, formando dei microaneurismi, possono far trasudare la parte liquida del sangue formando un ispessimento della retina detto edema, oppure possono lasciare fuoriuscire delle sostanze grasse (fibrina e lipidi) che si accumulano nella retina sotto forma di chiazze giallastre dette essudati duri.

In altri casi possono rompersi causando emorragie nella retina o nel corpo vitreo, all’interno del globo oculare. L’ispessimento della parete vasale può determinarne l’occlusione del vaso con interruzione del flusso di sostanze nutritizie e di ossigeno al tessuto retinico: in questo caso possono essere osservate zone di sofferenza retinica biancastre con l’aspetto di fiocchi di cotone, dette “essudati cotonosi” o “aree ischemiche”.

Queste zone di retina sofferente, nel tentativo di supplire alla ridotta ossigenazione, reagiscono stimolando la crescita di nuovi vasi sanguigni . Questo fenomeno viene chiamato “neovascolarizzazione” e costituisce un pericolo in quanto questi capillari, prodotti in modo veloce e disordinato, sono anormali, sanguinano facilmente dando luogo ad ultetriori emorragie (vitreali) e portano alla formazione, nelle fasi evolute, di tessuto cicatriziale, il quale, contraendosi progressivamente, può provocare il raggrinzimento e/o il distacco della retina.

TERAPIA

Una diagnosi ed un trattamento precoci rappresentano la migliore protezione contro la perdita della vista, diverse sono oggi le possibilità terapeutiche.

Terapia laser Con la fotocoagulazione laser si fotogoagulano zone più o meno ampie di tessuto retinico, riducendo l’edema retinico maculare(e migliorando in genere almeno parzialmente la vista) e distruggendo inoltre le aree ischemiche che stimolano la crescita di vasi anomali.

Terapia intravitreale Consiste nell’iziezione all’interno del vitreo di farmaci Anti-VEGF, si tratta di farmaci con proprietà anti-angiogeniche (ossia in grado di regolare la crescita dei neovasi stimolata dalle zone ischemiche) e anti-edemigena (in grado di assorbire l’essudazione intraretinica)

Terapia chirgica In caso di emorragie endoculari persistenti o distacco retinico trazionale è indicato l’intervento chirurgico di vitrectomia, ossia di asportazione chirurgica del vitreo.

PREVENZIONE

Diabete: Diagnosi precoce, scrupolosa terapia, prevenzione e diagnosi precoce delle complicanze acute e croniche. Queste ultime sono le maggiori responsabili del peggioramento della qualità della vita del paziente diabetico

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